Test di nutrizione

E' possibile integrare prima della elaborazione dietetica i seguenti test in collaborazione con i laboratori di analisi cliniche e medici di famiglia:

  • Breath test al lattosio, lattulosio, glucosio (per intolleranza alimentare da carenza enzimatica);
  • Test d'intolleranza alimentare con metodica citotossica (Cytotoxic test);
  • Test d'intolleranza alimentare con metodica ELISA (n°20 alimenti singoli e mix per incompatibilità alimentare);
  • Test preventivo di ricerca di allergie (IgE) con metodica ELISA (12 allergeni alimentari e 12 allergeni respiratori) con elaborazione specifica della dieta allergica;
  • Test di ricerca dell'Helicobacter pylori su campioni di feci o sangue (immmunocromatografico);
  • Test di ipersensibilità al glutine (test cromatografico in vitro per la rivelazione di anticorpi anti-transglutaminasi IgA in un campione di sangue capillare) nel caso di positività occorrerà rivolgersi al proprio medico di famiglia per intraprendere l'iter tradizionale, ossia gli esami sierici per la ricerca degli altri tipi di anticorpi per confermare i risultati del test e infine eventualmente la biopsia intestinale (con diagnosi di celiachia verrà elaborato un piano nutrizionale speciale);
  • Test Nutrigenomico (con buccal swab): la Nutrigenomica è la scienza che studia come le molecole contenute nei cibi siano in grado di intervenire sul DNA, attivando alcuni geni o al contrario regolandoli negativamente. Sono comprese in questo campo le modifiche che l'alimentazione della madre apporta al metabolismo del feto e quindi al nascituro. Alcune delle interazioni tra alimenti – fattori nutrizionali e geni possono essere importanti e contribuire ai meccanismi molecolari alla base della insorgenza di alcune patologie. La Nutrigenetica studia le differenze genetiche (polimorfismi) che causano risposte variabili dei singoli soggetti alla somministrazione di specifici nutrienti presenti nel cibo.
    L'applicazione delle conoscenze scientifiche può contribuire alla innovazione di prodotti alimentari e alla personalizzazione della terapia nutrizionale. Cosa viene preventivamente valutato dal test molecolare:
    • metabolismo dei lipidi ed obesità (per verificare la predisposizione a sviluppare obesità o diabete e a condurre un piano alimentare più mirato secondo le proprie caratteristiche genetiche);
    • risposta infiammatoria generale;
    • attività antiossidante e detossificazione;
    • metabolismo osseo ed osteoporosi (Vit. D);
    • intolleranza ai solfiti;
    • sensibilità alla caffeina, alcol, sale, crocifere;
    • intolleranza al lattosio (mediante l'analisi del gene LCT);
    • intolleranza al glutine (mediante l'analisi HLA-DQ2 e DQ8);
    • sensibilità al Nichel solfato.
  • Test del mineralogramma (il cosiddetto Mineralogramma sintomatico) che si basa sul fatto che tutte le funzioni biologiche del nostro corpo avvengono grazie a delle reazioni chimiche tra i minerali. Quando vi sono dei sintomi nel soggetto significa che almeno uno dei minerali che interviene in quella particolare reazione chimica è carente. Come tutti sanno, il nostro corpo è costituito in buona parte da minerali (Zinco e Calcio in primis) ed eventuali carenze possono determinare molti problemi funzionali e spesso anche organici. I sintomi sono le manifestazioni più evidenti di queste carenze. Logicamente lo studio di questi segnali (sintomi) che il corpo ci manda ci aiuta a scoprirne le cause (minerali carenti) e quindi a correre ai ripari attraverso un'alimentazione mirata al loro recupero.Se il quantitativo di minerali carenti è troppo alto (se si superano i 3 o al massimo 4) molto spesso la causa è di una “tossiemia” ovvero un eccesso di tossine nel corpo che creano a livello cellulare del materiale chelante che a sua volta impedisce la giusta assimilazione dal cibo e facilita la carenza. In questo caso, prima di iniziare qualsiasi recupero, occorre disintossicarsi attraverso l'utilizzo di depurativi o drenanti degli emuntori.

I test e il loro impiego:

  • per monitorare l'andamento di certi parametri clinici in una determinata patologia, verificando in questo modo l'efficacia delle raccomandazioni e delle terapie prescritte dal medico e/o la loro corretta esecuzione (es. valore di colesterolo nelle ipercolesterolemie);
  • come primo screening in persone che presentano specifici segni e sintomi (es. test della celiachia) o fattori di rischio.